K-news
Il nostro viaggio nell’eccellenza altoatesina ci porta in Val Gardena, tra le vette del Gruppo del Sella e del Sassolungo. Qui, a Ortisei, entriamo nel regno della cucina stellata di Anna Stuben, dove l’ospitalità è un’arte tramandata con precisione e passione.
A guidarci in questo episodio è Egon Peratoner, Sommelier e Restaurant Manager di lungo corso. Con un approccio empatico e una profonda conoscenza della materia, Egon ci racconta come l’esperienza sul campo e l’amore per le proprie radici siano gli ingredienti segreti per trasformare un calice in un ricordo indimenticabile.
Dalle baite d’altura alle stelle Michelin
Le radici di Egon affondano nel cuore delle Dolomiti, in un’atmosfera fatta di convivialità autentica e prodotti schietti.
Kettmeir: Qual è il primo ricordo legato al tuo lavoro che ti viene in mente?
E.P.: Il primo ricordo è legato a quando ero alla Baita Daniel, su a Seceda, da mio zio. Vedevo le persone bere bottiglie, mangiare un po’ di speck, divertirsi. Guardandoli mi sono detto: voglio fare anche io questo da grande.
Il valore dell’eccellenza locale
In un ristorante stellato, la tentazione di guardare solo oltre confine è forte, ma per Egon la vera sfida è dare voce al territorio con la massima qualità possibile.
Kettmeir: Qual è il valore aggiunto che un Metodo Classico Kettmeir porta all’esperienza gastronomica?
E.P.: Kettmeir rappresenta un valore aggiunto enorme. Credo fermamente che in un ristorante stellato non si debbano servire solo vini francesi, bisogna esaltare anche i prodotti locali e con Kettmeir è facile perché la qualità è altissima.
L’abbinamento stagionale: Athesis Brut Rosé e lo gnocco al pomodoro
Ogni stagione è un’occasione per sperimentare nuovi dialoghi tra cucina e cantina, cercando punti di incontro inaspettati.
Kettmeir: L’abbinamento perfetto con Athesis Brut Rosé Kettmeir?
E.P.: Tutti gli anni cerco di abbinare qualcosa a Kettmeir perché mi piace come bollicina e cerchiamo ogni stagione di fare qualcosa. Quest’anno con lo Chef abbiamo lo gnocco al pomodoro insieme a qualcosa di segreto che aggiungeremo dopo.
Un consiglio a prima vista
Spesso, capire come consigliare il vino giusto è una questione di intesa, di capire i bisogni del tavolo leggendo tra le righe.
Kettmeir: Come fai a capire qual è l’abbinamento giusto per i clienti senza che te lo dicano?
E.P.: Questa è una cosa che mi piace molto e per cui faccio questo lavoro. Vado al tavolo tranquillo sapendo che mi viene facile capire il cliente, quello che vuole. Per cui con due domande specifiche riesco a capire subito quello che gli piace e dopo sono ancora più contento quando poi mi dicono che ho azzeccato.